LA RELIGIOSITÀ POPOLARE

L’uomo era il creatore miracoloso, l’uomo con le sue mani preziose, i suoi pochi ferri, la sua vivezza e il suo occhio, il suo spirito.

Sala XI – La Religiosità Popolare

Oggi, in un imperante razionalismo materialista facciamo fatica a riportarci ad un’epoca in cui ogni momento aveva un riferimento alla dimensione soprannaturale. Il senso religioso non era solo un’abitudine consolidata, ma il modo stesso di affrontare la vita in tutte le sue manifestazioni. Ed ecco allora, oltre ai parametri sacri e agli oggetti rituali, quegli strumenti che venivano usati durante le processioni, o in occasione di giornate di festa o di celebrazione come il gri-gri.

Il gri-gri di oggi è un utilissimo accessorio per l’arrampicata alpinistica. Una volta era un attrezzo di legno munito di un sistema di elementi incastrati opportunatamente, che ruotando producevano un rumore tipico, picchiettante e fastidioso, ma efficace.

La tradizione vuole che venisse usato come richiamo per i fedeli per annunciare l’inizio delle funzioni, quando nel periodo pasquale non si potevano usare le campane. É straordinario verificare quanto fossero le fogge e le dimensioni di queste “raganelle”.

La nostra raccolta offre soltanto alcuni esempi delle manifestazioni e pratiche di religiosità. Gli ex-voto appesi nelle vetrine e in alto sul muro, narrano con evidenza e ingenuità, le storie di gente miracolata a opera della madre di Dio o dei Santi: con questi piccoli quadri si vuol rendere grazie alla invocata divinità, che ha concesso di superare, col suo aiuto, un incidente terribile, una grave malattia, un momento drammatico e pericoloso; intendono ringraziare il misterioso soprannaturale per ciò che gli uomini non avrebbero saputo fare.

In due cornici sopra la vetrina piccola sono conservati alcuni quadratini di tessuto ricamati o figurati con simboli religiosi come la croce, il Cuore di Gesù, o l’effigie di un Santo. Si chiamano pazienze e venivano poste al collo per prevenire vari mali oppure erano portate dagli ammalati per impetrare la guarigione.

Nella vetrina, tra gli altri diversi oggetti, ci sono le piccole scatole metalliche per l’olio santo: era il conforto ai morenti e il viatico per la vita futura, unica speranza di fronte al timore della morte. I cordoni rossi con le pacche di metallo che avevano scolpito l’anagramma cristiano erano il distintivo dei confratelli: uomini di fede e caritatevoli che, indossando la cappa rossa e questo segno sul petto, accompagnavano i morti alla sepoltura recitando preghiere o seguivano le processioni delle feste religiose dell’ anno.

L’animo umano, fino dalle remote età della sua esistenza, ha sentito it bisogno di credere nel soprannaturale. Anche i paleantropi (lo hanno provato le moderne scoperte dell’ archeologia) hanno avuto un comportamento religioso. Man mano che I’ uomo procede nel tempo delle età preistoriche, acquista una spiritualità che si manifesta in varie maniere. Dopo le età dei metalli, l’uomo incomincia a credere negli dei e li colloca nel cielo. In seguito nascono le storie della creazione, del diluvio e continuano a modificarsi le manifestazioni religiose esteriori, diverse in ogni paese e momento storico. Arrivati ai nostri giorni, col bagaglio della nuova e recente scienza, si può affermare che I’ uomo crede tuttora: continua ad attribuire a Dio il mistero del creato e della vita così come il bene e il vero.

Le manifestazioni esteriori di questa fede sono le credenze popolari relative alla vita futura, una sapienza empirica e magica, gli avi dei morti. Tutto ciò accompagnato da divinazioni, sogni, costumanze, leste, cerimonie e devozioni per santi e sante. Sono tradizioni assai vive ancor oggi nella gente e vengono tramandate di generazioni e generazioni, soprattutto ad opera delle famiglie. Sembra pure che nuove usanze, si aggiungano a quelle antiche e diventino anch’esse tradizione, quando sono state profondamente assimilate. Resiste dunque nel campo delle credenze ciò che è stato tramandalo dalle passate generazioni: é un patrimonio spirituale legalo ai momenti più intimi ed emotivi delle creature, sono misteri che la scienza moderna non ha spiegato.

Dice un proverbio popolare: ciò che si apprende nell’lnfanzia, si dimentica solo con la morte.

Santi e Sante pregati per un aiuto o richiesti di grazie erano, nella mente dei fedeli uomini e donne simili a loro, e proprio per questa affinità, venivano invocati con confidenza e speranza, nella convinzione che il mondo non avrebbe saputo fare qualche cosa per loro. Intorno a questo umano bisogno di aiuto e di fede, sono nate molte manifestazioni esteriori: usanze, feste di santi, riti propiziatori, preghiere che hanno lo scopo di onorare Dio Creatore nei modi piu svariati.

Nella settimana santa, per la morte del Signore, si legavano le campane in segno di lutto; le raganelle (nella stanza se ne vedono molti esemplari grandi e piccoli). sostituivano le campane per annunciare nelle strade alla gente, I’inizio delle funzioni nelle chiese.

Per un argomento così vasto e importante, la raccolta è soltanto indicativa, perchè manca di molti temi. Ma può essere bastevole come traccia per uno studio approfondito e per una maggiore conoscenza della materia. Poiché la religiosità popolare, per la sua immediatezza e spontaneità, per il suo lungo durare nel tempo, mostra come l’uomo si senta tuttora legato all’antico concetto di Dio, con la coscienza e la fede della creatura.

Le XII Sale del Museo

SALA I

Museo della Valle - SALA II Il Ferro - Ingranaggi

La fucina del fabbro

SALA II

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA III - La Cucina 640x427

La cucina delle antiche case

SALA III

Museo della Valle Zogno Bergamo SALA IV LA CAMERA DA LETTO 640X427

La camera da letto

SALA IV

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA IV - L'Agricoltura 640x427

Pascolo e lavoro nei campi

SALA V

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA VI - La Casera - 640x427

La lavorazione del latte

SALA VI

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA VII - La Fabbrica degli Zoccoli - 640x427

Zoccoli, ciabattino e caccia

SALA VII

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA VIII - L'Osteria 640x427

L’osteria del paese

SALA VIII

Museo della Valle -  Zogno - Bergamo - SALA IX - BASTONI 640X427

Lavoro e arnesi domestici

SALA IX

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA V - Il Pastì e l'Arrotinoi 640x427

Candelieri, giochi e gramola

SALA X

Museo della Valle - Zogno Bergamo - SALA XI 640X427

Telai, burattini, lumi

SALA XI

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - SALA V - La Religiosità Popolare - 640x427

La religiosità popolare

SALA XII

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - Sala XII - Archeologia e Paleontologia F2

Paleontologia e Archeologia

MUSEO DELLA VALLE Fondazione Polli-Stoppani - Zogno (Bergamo) - link frecciaVisite

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