Averara

Abitanti: 210 - Altitudine: m. 670

Prima che la Priula tracciasse da Mezzoldo la via "che per Passo S. Marco immetteva nei Grigioni", era Averara l'ultimo paese lungo l'itinerario che risaliva la VaI Mora verso il Passo di Verrobbio e di Albarino (detto poi di S. Marco). Anche qui, nella contrada alta di Redivo, esisteva una dogana (quella più fotografata per la geometrica simmetria delle scale che impreziosiscono l'architettura della facciata), non lontana dalla chiesa di S. Pantaleone, col campanile a bifore de '400. Il centro della mercatura si sviluppava invece più in basso, lungo la via porticata dove ancora campeggiano i marchi delle maggiori imprese gentilizie e commerciali.

Due solide torri, a presidio degli opposti versanti del fiume, stavan lì a ricordare che non si trascuravano le precauzioni di un avamposto in terra di confine, mentre la "Torre della Sapienza", ufficialmente proclamata sul muro della chiesa testimonia che i rapporti di fiducia e di correttezza erano alla base dei principi che reggevano la comunità civile e religiosa.

Arte e cultura:
Parrocchiale di S. Giacomo Maggiore:
- Pala centrale di S. Giacomo, di Anzolo Lion ('600)
- Tele di S. Giuseppe e Angelo Custode di Marziale Carpinoni ('600)
- Madonna col Bambino e Santi, di G.Battista Guerinoni d'Averara ('500)