luglio 2017

LA CROSTA DELLA TERRA
Viaggi intorno al mondo
di Vittorio Polli

SANT'ANGELO D'ISCHIA

Sant'Angelo guarda a sud, ma la penisola sta in equilibrio tra due mari. L'aria è costante: da levante e da ponente, il clima resta dolce ogni parte dell'anno. Le case sono nate sotto un dirupo: stanno vicine in un disordine che continua a crescere da secoli. Ogni casa che s'aggiunge alle altre costringe a fare una scaletta o un muro di sostegno o un appoggio alla casa sopra e sotto, cosicchè salire e scendere è una necessità e non uno scherzo della fantasia.
Salire, discendere, e fermarsi sopra un terrazzo di dove si vede il mare e un barattolo di rossi geranei; volgere lo sguardo nella finestra di Gennariello e vedere Concettina che asciuga il bambino che si è bagnato. Lo asciuga e lo rimette per terra a sedere nudo. Concettina e Gennaro vedono Carmelo che si lava e che passa il suo sguardo vellutato sulla schiena di Nunziata che, nella casa di sotto, lava i panni in un mastello di legno. Sua madre, molto vecchia, a piedi nudi dall'infanzia, rincorre una gallina che non si lascia prendere; ma se la gallina vola sul tetto della casa accanto, lei deve rinunciare all'impresa; da quel tetto ad altre case più su o più giù perderebbe a correre molte ore del giorno. Nessuno parla; non hanno molto da dirsi gli abitanti di Sant'Angelo che stanno gomito a gomito tutti i mesi dell'anno. Gli avvenimenti sono quelli che la natura ha posto per regolare la vita e la continuità della specie: nascite, matrimoni, funerali, arrivi e partenze; questi avvenimenti ultimi costituiscono l'artificio e l'invenzione in un mondo che sa che le sole cose immutabili sono il nascere, il morire, l'amore e il colore del mare.
Per la loro indigenza non imprecano contro nessuno.
Riconoscono per unico vero dono la vita giovane e la salute dei giovani; anche se intravedono nello sguardo dei turisti la meraviglia per la loro incertezza di vita e se capiscono il timore degli altri per la loro indifesa povertà.
Due diversi toni di azzurro, il cielo e il mare. Una sfumatura di mezzo la terra lontana. Il bianco all'orizzonte serve per paragone ed è quello dei flutti e delle nuvole; se negli occhi persistono per ore e giorni questi colori, sembra che al mondo nulla vi sia di più ardito.
1955